Il caos dentro (e fuori)

Io me lo chiedo ogni tanto, chissà come sarà il cervello delle persone ordinate.

Quelle che arrotolano il filo del carica batterie dello smartphone e lo ripongono con cura al proprio posto.

Quelle che hanno il mobile d’ingresso sgombro da scartoffie e pubblicità trovate nella cassetta delle lettere. Che quando entri in casa loro vedi solo la foto di famiglia, una bella lampada, e un vaso di fiori.

Quelle che il bagno non è un campo di battaglia e il piumone sul letto è sempre bello teso.

 

Perché io ci provo ad imitarle, le persone ordinate, ma mica ci riesco. C’è proprio una falla nel sistema.

Il cervello delle persone ordinate

E allora mi chiedo chissà come pensano, come strutturano le loro idee. Chissà se anche i loro pensieri sono così ordinati.

Perché forse la casa riflette il cervello di chi la abita. E allora si spiegherebbe tutto.

La mia testa è un continuo turbinio di pensieri, futili, profondi, felici, paranoici. Tutti mescolati tra loro, perché mica vengono con ordine uno alla volta.

In fondo basta guardare il filo del mio carica batterie, o dei miei auricolari, per capire il groviglio che ho nella cabeza.

Però deve essere bello avere tutto sotto controllo e in ordine. In casa, nel cervello. Nella vita, in generale, invece un po’ meno, sarebbe un po’ una noia, non trovate?

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