Pannolini: quali usare e perché

E poi arriva quel periodo della vita in cui ti ritrovi entusiasta a parlare di pannolini.

Voi ridete, ma è un argomento che tocca le più disparate tematiche, coinvolgendo varie sfere emotive. Si va dall’ecologia alla salvaguardia della pelle del bambino, passando per il tema caldo degli interessi economici della sanità pubblica.

Basta una rapida ricerca on line, per essere travolti dai numeri:

  • 4500 pannolini usati nei primi 3 anni di vita di ogni bebè
  •  6 milioni i pannolini usa e getta usati ogni anno in Italia
  • il 10% del totale dei rifiuti urbani
  • 500 gli anni che impiegano per decomporsi

E mi fermo qui, per non diventare noiosa, ma la lista di cifre purtroppo è lunga.

pannolini ecologici

Per non parlare poi dei falsi miti a cui abbocchiamo.

Perché quando si esce dall’ospedale con quel tenero fagottino tra le braccia e quell’enorme groviglio di dubbi nella testa, una certezza la si ha: il marchio di pannolini usato nel reparto pediatria durante i suoi primissimi giorni è sicuramente il migliore. “Se lo usa l’ospedale….”, ho da subito pensato, e sono sicura di non essere l’unica. E allora si manda il papà, il nonno o la zia ad acquistare assolutamente quel marchio, non importa se magari è anche il più costoso, è sicuramente il migliore.

Ma noi, poveri genitori alle prime armi, ancora non sappiamo – o fingiamo di non sapere – che proprio quel pannolino che l’ospedale ha impacchettato attorno al sederino dei nostri bimbi, è in realtà un covo di petrolio e sostanze tossiche. E che dietro l’uso di un marchio piuttosto che un altro ci sono sovvenzioni economiche, donazioni di lettini, biberon e attrezzature varie. In cambio di una gran bella pubblicità.

Che poi diciamocelo, è pure quello che al tatto sembra più morbido, e sicuramente il più assorbente, visto che dopo ore e ore ancora non vediamo nessuna fuoriuscita. Ma ci siamo mai chiesti come fanno ad ottenere certe prestazioni?!

Io – come sicuramente molti altri – qualche domanda me la sono fatta.

Con il primo figlio ho optato per pannolini di marche meno note, sicuramente non meno tossici, ma ugualmente performanti, e per lo meno molto più economici. Non avendo avuto problemi di arrossamenti, mi sono detta che fosse la soluzione migliore.

Negli anni, la mia coscienza etica si è fatta maggiormente sentire; poi è arrivata una seconda figlia con la pelle super delicata, ed ecco che il tema pannolini è diventato caldo in famiglia.

Dopo oltre quattro anni di prove ed esperimenti, ecco la mia idea riguardo le varie opzioni esistenti in commercio:

  • pannolini usa e getta tradizionali: non mi stanno affatto simpatici, sia per una questione ambientale sia per il fattore arrossamenti. Quando mi trovo costretta a prenderli (per fretta, perché sono in vacanza, per risparmiare) scelgo una sottomarca qualsiasi (molto spesso quella del brand del supermercato in cui mi trovo): non hanno nulla da invidiare ai brand commerciali più noti, evidentemente sono dannosi uguali, ma almeno salvaguardo il portafogli.
pannolini ecologici
marchio Selex – 3,50 euro/21pz

 

  • pannolini ecologici usa e getta: mi concedono la comodità di un pannolino tradizionale, lasciando anche in pace la mia coscienza. Perché sono ecologici? Perché sono realizzati con materie prime naturali quali mais o olii vegetali, non contengono sostanze tossiche derivanti dal petrolio, spesso sono totalmente bianchi quindi maggiormente atossici, e sono biodegradabili. Ho provato vari brand, tra cui Naty e Naturaè, che consiglio entrambi. I migliori in assoluto, secondo me, sono i Moltex, che compro da Natura Sì. Sono effettivamente più costosi, ma hanno una maggiore assorbenza evitando allo stesso tempo le irritazioni…quindi ne servono meno durante una giornata e non occorre la crema lenitiva.

pannolini ecologici

  • pannolini lavabili: qualche mese fa mi sono decisa, ho ordinato un kit prova da 6 pannolini di BambinoMio, modello all-in-one. La mia paura principale era il momento del cambio, ma vi assicuro che è tutto fattibilissimo. Li uso generalmente in casa e ogni tanto anche quando usciamo. Ora che è estate e la piccola gira quasi sempre nuda o con vestitini svolazzanti non ho avuto particolari problemi di fuoriuscite, ma ammetto che le rare volte in cui li ha usati sotto i pantaloni,  questi ultimi si sono bagnati subito. Vedremo come andranno i mesi invernali…come si dice, stay tuned!

pannolini lavabili

Riassumendo: diffidate dei super brand commerciali che vi fanno spendere soldi inutilmente. Se vi va, investite qualche euro in più negli usa e getta ecologici. Se optate per il risparmio, risparmiate come si deve, e scegliete marchi meno noti ma ugualmente performanti (consigliatissimo il marchio Auchan, ad esempio!). Riguardo ai lavabili, date loro una possibilità con un kit prova…avrete un’alternativa ecologica nei giorni in cui ve la sentirete di usarli!

Ecco, ho scritto un papiro…ve l’avevo detto che quello dei pannolini può diventare un argomento entusiasmante!

Ps: Oltre all’uso dei pannolini lavabili, vi parlo di altre 7 nuove abitudini per una rivoluzione green

4 commenti

  1. Che bello questo tuo articolo Eleonora, e soprattutto utile! io ho optato per un uso misto i primi mesi per poi passare ai lavabili totalmente. Li ho acquistati su http://www.ecobaby.it e mi hanno anche dato moltissima assistenza prima e dopo l’acquisto, per questo mi sembra utile consigliartelo. Complimenti ancora per l’articolo, semplice, chiaro ed esaustivo, continua così 🙂

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    • Ciao Alessandra, che piacere leggere il tuo commento! Mi piace questo sito, vedo che hanno molti prodotti interessanti! Come sono a livello di assorbenza i loro pannolini? Sto cercando di provare altri marchi di lavabili in effetti! Grazie per il consiglio!

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      • Diciamo che i loro prodotti sono di fascia alta, quindi qualunque marchio tu scelga scegli bene. Io fin’ora ho provato Charlie Banana e Bumgenius e mi sono trovata benissimo. La mia bimba è taaaanto “produttiva” è con queste due marche zero perdite. E sono anche bellissimi 😀

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