Tutti assieme a Dubai

Arriviamo all’aeroporto all’alba.

Il viaggio si è rivelato emozionante fin dal principio. Turbolenze a parte, è stato potente prendere quel volo conosciuto, preso tante volte per andare e tornare dalla Cina. Preso da sola, con la mia grande valigia azzurra che mi ha accompagnato ovunque. Piena di vestiti da ventenne, pacchi di caffè, e tanti sogni e aspettative. Ma mai, mai avrei pensato che quel volo mi avrebbe portato verso la piccolina che ha dormito tra le mie braccia per quasi tutto il viaggio, o per l’ometto al mio fianco che ha guardato cartoni sul piccolo schermo del suo sedile, mangiando salsicce e purè in attesa di giungere sul deserto (non male, per avere solo 5 anni!). “E pensare che su questo volo eri da sola” mi ha detto quello grande mentre guardavamo i nostri piccoli viaggiatori. Già, brividi.

Dubai giorno 1

La prima cosa che faccio una volta arrivati in aeroporto è ordinare un caffè americano da Costa. È incredibile come da expat manchi immensamente il nostro espresso italiano, ma come poi quella lunga bevanda annacquata porti con se talmente tanti ricordi felici e spensierati da non rinunciare mai a berla, fuori dall’Italia.

Ci addentriamo a Dubai in taxi, avvolti dalle prime luci dell’alba. Erano due anni che non uscivamo dai confini, nazionali e mentali. Dalla comfort zone. E Dubai ci porta subito in quell’atmosfera internazionale che tanto ci era mancata, spesso senza che nemmeno ce ne rendessimo conto. A dirla tutta, Dubai ci ricorda la nostra Shanghai, con la migliore prospettiva di una vera spiaggia e di un’aria meno inquinata.

L’arrivo in hotel non delude, Dubai è fatta per far credere alle favole, e a noi sembra da subito di essere i protagonisti di una delle più belle.

Giardini fioriti, piscine, datteri, spiaggia bianca e acqua cristallina. E grattacieli sullo sfondo. Il paradiso secondo me. E nessuno sembra essere discorde, bimbi compresi, che sono da subito esaltati.

Dubai giorno 1Dubai giorno 1

Dubai giorno 1
Grattacieli che guardano il mare, mare che guarda i grattacieli, la cosa che più ho adorato di Dubai.

L’acqua è freddina, dopo un po’ esploriamo la piscina. Quella con l’acqua bassa bassa, per giocare tutti assieme. E’ una domenica di inizio marzo, a Roma si gela e piove, e noi siamo baciati dal sole, in piscina, circondati da un paesaggio mozzafiato. Cosa chiedere di più.

Una doccia e si esce ad esplorare la città, con le sue luci delle sera. Il primo wow è dopo pochi metri, quando attraversiamo il fiume a piedi, illuminato dalle mille luci dei grattacieli, mentre alcune barche lo percorrono. L’indirizzo per cena ci è stato suggerito da un amico che vive lì. Indosso tacchi e un bel vestito, ma non mi smentisco con marsupio per Anita e passeggino per Nicola, che anche se grande è troppo stanco per camminare. Ci delude scoprire di dover entrare in un mall, e scendere nel seminterrato. Ma ben presto delle orme disegnate a terra ci guidano in un passaggio segreto, facendoci arrivare in una specie di corte che guarda verso il cielo, circondata dai grattacieli di Dubai. Siamo al Mythos, ottimo ristorante greco. Respiriamo l’aria internazionale, ci piace, la sentiamo nostra, ci era davvero mancata. La cena dura poco, i bimbi sono stanchi. Ma va bene così, i nostri animi sono leggeri. E ci aspetta finalmente una serata a due. Cin cin!

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