Mio figlio si annoia (e va bene così)

Quando è nato il mio primogenito, pensavo di doverlo intrattenere in ogni suo momento di veglia. Fin da subito sono diventata l’animatrice delle sue giornate. Addirittura (e datemi pure della pazza!) durante i primi tempi mi sentivo in colpa nel lasciarlo dormire così tanto (in realtà sappiamo benissimo che un neonato deve dormire anche fino a 20 ore al giorno!), e lo svegliavo di proposito per intrattenerlo con balli e canzoncine.

Ho capito, negli anni, che questo modo di fare era controproducente sia per me che per lui.

Assumersi il compito di “animatori” del tempo libero dei propri figli, in base alla mia esperienza, scoraggia l’autonomia e travisa un po’ il ruolo della figura del genitore, sostituendo quello di guida autorevole con quello di amico o compagno di giochi. E poi ragazzi, la noia fa bene! Sviluppa la creatività e – a mio avviso – anche l’intelligenza.

Mio figlio si annoia

Ora, mi sto orientando verso un atteggiamento più “passivo” quando sono con mio figlio, senza più troppi  sensi di colpa, anzi consapevole che abbia dei benefici per entrambi.

Tendenzialmente, alterno tre modi diversi di partecipare alla sua quotidianità durante il tempo libero:

  1. Gioco con lui: diciamoci la verità, partecipare ai giochi che i nostri figli ci propongono, molto spesso è  noioso. Generalmente, noi dobbiamo essere qualcuno e dobbiamo perdere. Ci sta che la cosa non rientri tra i nostri passatempi preferiti. Personalmente, preferisco essere io a proporre giochi creativi, di manualità, oppure la lettura di un libro o qualche attività per imparare l’inglese.
  2. Do degli input riguardo le attività da fare, poi lascio che faccia da solo, rimanendo nei paraggi. Ad esempio, predispongo giornali, colla, forbici e cartoncini colorati, proponendogli di fare un collage. Di  solito funziona, e si auto-intrattiene per almeno una buona mezz’ora, coinvolgendo anche la sorellina, che strappa fogli a terra estasiata!
  3. All’ennesimo “cosa posso fare”, dico chiaramente che ha la stanza piena di giochi e libri,  e che può fare quello che più gli piace. A questo punto, di solito scatta la lamentela “mi annoio/ non so cosa fare/quando stai con me/ non ci riesco/i miei giochi sono vecchi/ecc” . Mi sono accorta che se la lamentela é ignorata, inizia davvero ad esplorare le sue risorse, dando sfogo alla sua creatività e fantasia, riuscendo a giocare da solo anche per ore. Quest’estate, il giorno in cui ho semplicemrte aperto lo scatolone della Lego, ci si è tuffato e si è staccato solo per pranzare, riprendendo poi per tutto il pomeriggio, fino all’ora di cena. In questi casi, ragazzi, son  soddisfazioni! E poi a me piace un sacco guardarlo mentre è immerso nel suo mondo, in compagnia di chissà quali pensieri…mi sciolgo ogni volta, davanti a quel piccolo uomo, a volte già così autonomo e indipendente!

E voi?! Come lasciate  che i vostri figli passino il loro tempo? Sono curiosa di confrontarmi con voi!

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