Il diario di Settembre

Settembre…voi sapete dov’è finito??

Fino a ieri era agosto, ero al mare, in vacanza, e all’improvviso mi sono ritrovata a fare declattering e scatoloni, a gestire un inserimento nella nuova scuola dalla parte opposta della città, un trasloco, la vendita di alcuni mobili e oggetti vari, due bambini piccoli e un fidanzato che lavora tutto il giorno.

Questo è stato il mio settembre, tranquillo?!

La verità è che sembra che mi lamenti, in realtà mi è piaciuto da impazzire.

I cambiamenti, le mile cose da fare, l’aria di novità e l’adrenalina, l’attesa, mi tengono viva e sono ciò che mi fa stare bene.

E poi il caos in giro per casa, i pasti improvvisati, le pizze sul divano e i kebab seduti a terra man mano che i mobili sparivano, le lavatrici accumulate o mandate a fare altrove.

In quanti mi hanno detto “non ti invidio per niente”, ma mai come in quei giorni sono stata contenta di essere me. “Perché sei una disordinata cronica, e il disordine è il tuo habitat”, ha prontamente infierito mia madre. Ebbene si, lo sono, e per una volta tanto ero libera di esserlo senza giustificazioni, senza dovermi scusare con nessuno!

E i miei figli si sono divertiti un sacco, esaltati dal giocare con mille cianfrusaglie uscite dai cassetti più nascosti, dall’imballare, inscatolare, stritolare chilometri di nastro adesivo che neanche Amazon Prime, vivere “arrangiati” (ma quanto bella è questa espressione romana?! I love “vivere arrangiata”, e mi piace che – all’occorrenza – anche i miei figli sappiano farlo, adattandosi sitazioni).
diario di settembre - fratelli
diario di settembre - fratelli2

E poi di colpo, dopo un vortice dal quale siamo usciti solo grazie ai miei suoceri e amici che ci hanno dato una mano finale, eccoci nella nostra casa transitoria, tra i tetti del nostro nuovo quartiere, spiando la città che si sveglia e che va a letto, quando la sera tardi tutto tace e rimangono poche finestre illuminate attorno a noi. Con un balcone fiorito e una veranda in cui rilassarsi. La casa dove mia figlia ha cominciato a gattonare e a dire papà (mamma lo dice già da mesi, eheh!), che non ricorderà, al pari di quella in cui è nata e di cui invece suo fratello ogni tanto chiede notizie, ma che sono sicura le stia piacendo un sacco, perché mentre saliamo le scale inizia a ridere curiosando allegra da dentro il marsupio.
diario di settembre - relax in terrazza

diario di settembre - balcone fiorito

Ma quanto sono belli i traslochi?! Del resto l’ho scritto fin dall’inizio del mio blog, sono una nomade nel profondo…e questa volta mi fermo. Forse.

2 commenti

  1. Mi ritrovo in quello che dici! Per quanto il periodo dei traslochi sia stressante riempie anche di tanta energia e adrenalina per la nuova vita che verrà. Noi siamo fermi da due anni ormai e a volte quell’adrenalina mi manca!

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