Rompere le regole

Rompere le regole.

Quali regole?

Quelle che ci siamo auto imposti, quelle in linea con i nostri valori e il nostro voler “vivere giusto”. Quelle che ci fanno sentire migliori, e in pace con la coscienza. Quelle giuste, corrette politicamente.

Per quale motivo?

Perché ci sono i momenti in cui serve, in cui è necessario essere più indulgenti verso noi stessi. In cui un po’ di sano egoismo è la via.

Non sono impazzita all’improvviso, mi spiego meglio.

La sostenibilità

La raccolta differenziata. La riduzione dei rifiuti. La riduzione dello spreco dell’acqua.

Sono la prima a sostenere ogni giorno queste cause, ma in questi ultimi mesi in cui mi sono sentita in una centrifuga di cose da fare, ho realizzato che pazienza se, quel giorno in cui la casa sta per implodere, i bimbi piangono, noi adulti siamo stanchi e non abbiamo neanche il tempo per dirlo, dicevo, quel giorno, può andare tutto nel sacco dell’indifferenziato, i bimbi possono giocare mezz’ora con l’acqua corrente durante il bagnetto, e il sapone può non essere autoprodotto. Il pianeta, per quel giorno, ci perdonerà. E magari io e il mio compagno non ci manderemo a quel paese per colpa dei nervi che saltano.

La pedagogia 

La Montessori. Il cesto dei tesori. La mente assorbente. Il lasciami fare da solo. Momenti ludico-didattici. La TV che è il male sociale. Concordo.

Ma stanno per arrivare gli ospiti, la casa è un macello o peggio, io sono ancora in pigiama. La cara Maria non avrà nulla da ridire se, in momenti così, la TV prende il posto della baby sitter che non ho. Quando ci vuole, ci vuole. E ho smesso di farmi venire i sensi di colpa.

Il salutismo

Con il primo figlio, lo svezzamento è stato rigorosamente bio, Km0, biodinamico e fatto in casa. La cioccolata l’avrà assaggiata a due anni. La coca-cola, l’aranciata e perfino il thè freddo non sa cosa siano.

La piccola, invece, ha iniziato lo svezzamento nel picco del caldo estivo. Avevo tutte le verdure dell’orto pronte, ma alla fine sono andata a comprare una scorta di omogeneizzati. Credo sia quello che chiamano “istinto di sopravvivenza”.

rompere le regole

Quindi, riassumendo, non vinciamo nessun premio in gettoni d’oro come miglior mamma eco sostenibile dell’anno.

Darsi delle regole è giusto, specie se rispecchiano i propri valori, ma essere flessibili nel decidere quando è il caso di non seguirle fa bene. A noi stessi e forse anche a chi – come faccio io – le imponiamo a tutti i costi (e sono sicura che il mio compagno sa cosa intendo!)

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