Il mondo in tasca e altri pensieri

Penso che la Vita, sia un posto bellissimo in cui abitare. Un luogo unico da riempire di esperienze, persone, emozioni, ricordi e progetti. Un enorme diario da far traboccare di foto, biglietti e appunti.

Penso che il mondo, il nostro mondo, quello di tutti noi, senza confini, sia un luogo meraviglioso, da vivere e scoprire. Soprattutto da scoprire, per viverlo il più a fondo possibile, in tutti i suoi colori, in tutte le sue sfumature. Colori come luoghi, caldi e freddi. Odori che rievocano angoli vicini e lontani. Le spezie di un mercato orientale. La pizza appena sfornata lungo le strade di Napoli. Il pane della nostra amata Italia. Il bianco e il freddo dei ghiacci del nord. Il verde incontaminato che immagino in Oceania. Le onde alte dei surfisti. Le luci delle metropoli. Il rosso passione di una rosa tra i capelli di una ballerina di flamenco. Le case basse e colorate del Sud America. Un mondo intero, unico e aperto, che a volte sento di poter tenere in tasca, convinta di poterlo esplorare tutto.

IMG_20170823_142612_066

Una felicità che a volte vorrei gridare a squarciagola. Ma che non faccio perché fa paura. Come fa paura il mondo, in questi tempi.

Una bellezza velata da un sentimento di precarietà, come se lasciarsi andare, vivere senza freni, immaginare oltre, non fosse concesso fino in fondo.

Stanno vincendo loro? Non credo, continuo a credere che no. Nonostante tutto, la bellezza, la voglia di vivere, il mondo nella sua interezza continuano a farla da padroni. Nonostante lo scriva con poca convinzione, nonostante lo scriva perché altrimenti non saprei dove sfogare i miei pensieri. Forse un po’, sicuramente irrequieti.

Come quando mi balena la preoccupazione di non farcela, di non tenere testa a tutto. Di non fare al meglio il compito più importante che mi è stato assegnato in questa vita. Che ci sia qualcuno più bravo a cui lasciare il posto, quello a tempo pieno, intendo. Perché farlo part time, nella pratica, lasciando che siano solo i pensieri dolci a riempire le altre mezze giornate, sarebbe sicuramente molto più facile. Ma poi penso a loro, che hanno bisogno di me quanto io ne abbia di loro. Loro che sono la mia occasione di fare davvero qualcosa fino in fondo, la mia occasione – banalità detta e ridetta – di essere migliore. Loro che sono il mio impegno più grande, in tutti i sensi. E che mai lascerei a nessun altro. Loro che voglio lasciare liberi, ma a cui voglio essere la prima ad indicare la via principale, consapevole che sceglieranno quella diramazione che non posso prevedere. Ma le scarpe buone con cui camminare, lo zaino con cui partire equipaggiati, voglio essere io a fornirglielo. Consapevole che nel cercare il loro, devo trovare il mio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...