L’odore di te

L'odore dei neonati

Avete presente l’odore dei neonati? Quel mix di profumo di latte, borotalco, coccole e tenerezza? Quello che fa sciogliere subito ogni cuore e regala inevitabilmente un sorriso?

Ecco, io fino a poco tempo fa non lo ricordavo più. O forse non sono nemmeno certa di averlo mai identificato nettamente. Negli ultimi quattro anni era stato sicuramente sopraffatto dall’odore del parchetto, del pongo, della pittura e dei biscotti preparati assieme. E del “pacchetto neonato”, ricordavo per lo più notti insonni e pannolini da cambiare. E stanchezza e notti insonni. E poi altre notti insonni.

Poi qualche mese prima della nascita di mia figlia, ho preso in braccio la cucciola di una mia amica e sbam…sono stata investita da quell’odore, quel profumo che non ricordavo più, che avevo dimenticato assieme ai dolori del post cesareo (ma non alle notti insonni).

E ora quell’odore mi inebria ogni giorno, ogni mattina ancora prima del profumo di caffè, mi accompagna durante le mattinate in cui siamo solo io e lei, mentre il grande (eh si, il grande, ormai è inevitabile chiamarlo così) è a scuola.

E c’è una netta differenza che mi stupisce ogni giorno, tra questo primo mese con lei e i momenti  iniziali della prima maternità.

La consapevolezza.

Consapevolezza che questi attimi sono tutti da godere, consapevolezza che così piccola non ce l’avrò mai più, non lei, per lo meno. Consapevolezza della magia che sto vivendo.

Già perché con suo fratello ero diversa, più giovane e sicuramente alle primissime armi. Le giornate in casa da soli erano lunghe e quella mancanza di dialogo mi faceva attendere con ansia che crescesse almeno un po’. A chi mi diceva “goditelo perché cresce in fretta” rispondevo sempre  “Speriamo!”…e ora lo guardo e chiedo al tempo di smetterla di scorrere così veloce.

Ed è per questo che ora desidero godermi ogni singolo attimo di questi primi mesi sole io e lei, delle nostre mattine lente, dei bagnetti e dei nostri momenti a fissarci negli occhi.

E a tutte le neo mamme, che magari si sentono un po’ come mi sentivo io, mi sento di dire di non disperare se a mezzogiorno sono ancora in pigiama, se le giornate sono lente e magari anche noiose, se l’unico interlocutore con cui ne trascorrono buona parte sa dire solo poche parole o addirittura solo “ue”, perché poi arriveranno le mattine di corsa per arrivare a scuola prima che chiuda il portone, le mani strofinate sulla bocca per pulirsi quando gli/le darete un bacio, la manina lasciata un attimo prima di avvicinarsi ai compagni…e ci vorrebbe un’ampolla per conservare l’odore di questi primi mesi di silenzi, latte e coccole. Questi mesi di pura magia!

 

 

 

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