Gelosia canaglia

Gelosia fratelli

Sono pensierosa stasera. E spero che sedermi qui fuori a scrivere un po’ mi aiuti a fermare un po’ i pensieri, se non proprio a fare chiarezza.

Sono giorni un po’ pesantucci questi, per il nostro piccolo più grande. La scuola ormai è finita, ed è bastato poco, se non nulla, perché la noia prendesse il sopravvento. Cerco sempre di stimolarlo con attività di vario genere, ma questo risolve il problema al massimo per un paio d’ore, se va bene. Le restanti sono dure da far passare.

Soprattutto quando fa un caldo terribile e non si può uscire, c’è una sorellina di 5 mesi che richiede le mie costanti attenzioni, e siamo soli noi tre per la maggior parte del tempo.

Credo che la bomba stia esplodendo ora con il binomio noia+gelosia. Prima, tra la scuola e gli amichetti, non si rendeva conto di quanto tempo e attenzioni dedicassi alla piccola. Anche perché i pomeriggi cercavo di far in modo di essere il più possibile per lui.

Ora, che stiamo assieme tutto il giorno, ha costantemente davanti agli occhi l’immagine di me che allatto/cullo/cambio/lavo la sorellina. Se nella pratica è fin troppo bravo perché  capisce la necessità di quello che faccio, mi rendo conto che poi è nei momenti più inaspettati che butta fuori quello che sta incamerando.

Tipo stasera. Dopo una giornata particolarmente lagnosa, e vari pianti improvvisi per i quali non riusciva a spiegarci un motivo, siamo usciti tutti e quattro per una passeggiata dopo cena. E li il dramma. La piccola che piange, io che la prendo in braccio e la allatto camminando, lui che vuole salire sul passeggino della sorella, una gara di velocità improvvisata col papà per cercare di distrarlo…e sbam..dritto a terra rovinosamente! Per fortuna solo qualche sbucciatura, ma il pianto è continuato – non esagero – per minimo un’ora. E si è addormentato disteso accanto a me, con addosso una tristezza che ancora porto addosso.

Mi sento in colpa, anche se sono consapevole che non si tratta di colpe. Ma so di non essere più quella di prima, con lui. Non è ho più il tempo, a volte le energie, a volte la pazienza. Ci sono, ma il mio orecchio è sempre teso all’altra stanza per sentire se lei piange. E se prima era sempre scusato in tutto, ora ci sono i rimproveri – perché la sveglia, perché la stringe troppo forte, perché la spaventa. E ogni volta mi rendo conto troppo tardi che avrei dovuto mordermi la lingua.

Ora sono qui, che vorrei tanto svegliarlo per dirgli che la mamma lo ama immensamente, che non deve essere triste e sentirsi meno amato di prima..posso solo aspettare che venga domani, per impegnarmi ad essere più paziente e più presente. A non responsabilizzarlo troppo, perché questa storia che ora è il fratello maggiore sono convinta che non vada ripetuta sempre…ha pur sempre quattro anni, e anche se è il più grande dei due, è pur sempre piccolo, e come tale va trattato. A coccolarlo di più, anche se ora mi chiede coccole che aveva smesso di chiedere da un po’.

Sono figlia unica, e questa storia della gelosia tra fratelli non l’ho mai vissuta, è un qualcosa di nuovo che sto scoprendo ora. Ma credo nel potere degli abbracci, dei baci e delle coccole spassionate. Mi auguro possano far funzionare tutto un po’ meglio…nel frattempo, accetto consigli se qualcuno ci è già passato.

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