Ricordami cosa volevo allora

Frida quotes

La mia famiglia lontana. Le mie origini. Le mie radici. Lontane da me fisicamente.

Lontane solo poche ore di treno, qualcuna in più di macchina, ma quanto basta per non poter organizzare un caffè al volo, una cena, una visita veloce. Con le amiche, ma soprattutto con i miei genitori.

In senso di colpa per non permettere loro di vedere i loro nipotini crescere quotidianamente. La loro figlia crescere. Per averli lontani nelle nostre rispettive tappe della vita. Ancora di più, nella normalità di ogni giorno.

Perché era la mia indole, quella di andare lontano. Anzi, nella mia testa prospettavo distanze ancora maggiori. Sempre incoraggiata da quella grande donna di mia madre. Grande donna lo dico ora, che sono madre anche io. Perché non so se lascerei andare così facilmente come ha fatto lei. Pensando solo al bene mio.

Il mio bene, l’ho sempre immaginato lontano. Chissà perché. In fondo, nella provincia, non ci stavo poi così male. Conoscevo tutto, vivevo serena. Ma sapevo.

Sapevo che non mi avrebbe soddisfatta. Che avrei rimpianto di non aver vissuto abbastanza emozioni. Di non aver visto abbastanza.

E’ stato breve il periodo in cui mi è stata stretta. Ma è bastato per farmi scattare la molla e partire.

Quando si è trattato di tornare in Italia, sapevo che non sarebbe stato li. Non ci ho neppure pensato.

Però capita che il cuore sia più debole, che pur sapendo che no, ci si chiede come sarebbe stato. Vivere dove sono nata. Vivere vicino alle persone di sempre.

Non vivo in una città facile. Roma credo sia la più difficile tra quelle in cui ho vissuto. Più di Pechino e Shanghai. Forse perché non è ovattata da nessun parametro a misura di expat, forse perché ci sono stata catapultata assieme alle mie nuove mille responsabilità. Ma tant’è. Roma è stata molto difficile, all’inizio. Anche ora ogni tanto lo è, ma va meglio.

Son dovuta cambiare tanto, per adattarmi a vivere qui. In quella che era la città dei miei sogni. E a volte mi chiedo se io sia cambiata a tal punto da non riuscire più a riconoscermi nei miei luoghi di sempre.

Forse è normale. Forse ogni pezzettino di vita porta a dei cambiamenti in noi che, nel farci crescere, ci modificano, nel profondo. Forse è più bello che sia così, perché che noia restare sempre gli stessi. Forse ciò che conta non è cambiare oppure no, ma riconoscersi. Riconoscere se stessi in quello che si fa, che sia un nuovo lavoro o quello di sempre. Nelle persone che si frequentano, amici d’infanzia o nuovi incontri. Nei nostri occhi allo specchio, sia esso nella casa in cui si è nati o in quella dell’ennesimo trasloco.

“Ricordami cosa volevo allora” 

“Volevi essere te stessa.”

– Frida Kahlo-

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