Hong Kong is not China

Una rubrica sulla Cina, che ne dite?

Una rubrica sulla Cina che inizia da un luogo che non può definirsi cinese fino in fondo. E infatti nemmeno lo fa.

Sto parlando di Hong Kong, l’affascinante “porto profumato”, con il suo skyline riflesso sull’acqua. 

Hong Kong by night skyline

Il suo cuore urbano è formato da Kowloon (la parte peninsulare) e dall’Isola di Hong Kong; vi sono poi altre isole, tra cui i cosiddetti Nuovi Territori e altre isole minori.

Colonia inglese per oltre un secolo, è tornata a far parte della Repubblica Popolare Cinese nel 1997, continuando a non sentirsi affatto “Cina”.

La dominazione britannica, infatti, ha fortemente influenzato la sua popolazione sotto molteplici aspetti, evidenti a chiunque abbia un minimo di conoscenza del popolo cinese.

A questo proposito, vi invito a guardare le illustrazioni a questo link, con cui un gruppo di artisti spiega con piglio ironico e provocatorio perché “Hong Kong is not China”.

differenze tra Hong Kong e Cina
Local Studio HK – da linkiesta.it

Hong Kong mi ha affascinato quando meno me lo sarei aspettata.

Il mio visto lavorativo in Cina stava per scadere, ed era rinnovabile solo uscendo dai confini cinesi. Hong Kong al tempo rappresentava il posto “fuori confine” più vicino da cui poterlo rinnovare (ve l’ho detto, “Hong Kong is not China”).

Un volo prenotato in velocità, un bagaglio leggero per stare fuori solo una notte, dopo la quale rientrare in Shanghai, con un nuovo timbro sul passaporto,  garanzia di un altro anno di Cina.

L’atterraggio più particolare della mia vita, su una pista invisibile circondata dal mare, e la sensazione di tuffarsi in acqua, tra lo skyline della città.

Un treno modernissimo mi porta dritta in centro, e poi via subito all’ufficio visti per presentare la documentazione per il rinnovo. Consegno le mie scartoffie. L’indomani sarebbe stato tutto pronto.

Hong Kong scorcio
Verso l’ufficio visti

“Risultati delle visite mediche?” mi chiede l’impiegato.

“Quelle le farò al mio rientro in Cina, come previsto dalla legge”, rispondo.

“Law is changed.” E vedo sbarrare il “Rejected” sulla mia application form.

No visite, no Visto. Senza troppe spiegazioni.

Vuoto nella mia testa. Non posso rientrare in Cina. Dal mio lavoro, il mio appartamento, il mio fidanzato. La mia nuova vita.

Sappiate che io vado in panico davanti al menù di un ristorante, o al frigo di una gelateria. Le decisioni improvvise non sono il mio forte, nella vita quotidiana.

Ma nelle situazioni estreme, divento un’ altra. Ho il contatto di una ragazza del mio paese che vive li, e che non conosco. La chiamo, le spiego la situazione. Mi da l’indirizzo di un ospedale.

taxi Hong Kong guida a destra
Hong Kong come Londra – taxi con guida a destra

Il taxi mi accompagna in un attimo. Ho ancora con me il bagaglio a mano, più leggero delle borse sotto gli occhi per la sveglia all’alba. All’ospedale non sono carini, mi spediscono in un’altra struttura.  Non sono carini neppure qui, non sono disponibili per farmi le visite che richiedo.

Incontro una signora molto carina, americana, con cui faccio due chiacchiere per smorzare la tensione. Mi da l’indirizzo di una clinica privata. Ci vado di corsa. Li, ovviamente a pagamento, possono fornirmi il servizio di cui ho bisogno. Prenoto le visite per l’indomani. Ma l’elettrocardiogramma non è possibile, il cardiologo è in ferie. Per una settimana.

Non è possibile, non ci credo. Ormai sono stanca e non ho voglia di pensare. Potrei rientrare in Cina con un semplice visto turistico, che non richiede visite, ma che scadrebbe in 30 giorni. Chiamo il mio capo, cinese. “Don’t go back to China. It’s better you stay in HK” mi dice con il suo chinglish.

Ok, se lo dice lui. Faccio un respiro. Ho davanti a me una settimana di attesa di un cardiologo sconosciuto in ferie. Sono ad Hong Kong per la prima volta. Non è nient’altro da fare che darmi alla pazza gioia del viaggio…che la vacanza abbia inizio!

Hong Kong Kowloon
Kowloon

Rientro in hotel, faccio una doccia, sono distrutta ma l’adrenalina in circolo è troppa per rilassarsi.

La sera stessa è cena giapponese (una delle più buone mai assaporate, ricordo ancora quegli edamame!) con la ragazza di cui avevo il contatto. Passiamo una serata piacevolissima, e mi introduce alla night life di Hong Kong.

Victoria's Peak by night
Hong Kong dal Victoria’s Peak

L’indomani è spiaggia, mare e cielo azzurro che non vedevo da tempo. Sono sola, padrona del mio tempo e dei miei passi, come non mai. Gioco alla turista, mi addentro in ogni vicolo, scopro mercatini, mi innamoro di Hong Kong e del viaggiare in solitaria.

Hong Kong street Hong Kong food

Hong Kong food fish

Consapevole di una bella notizia, il mio Lui (che all’epoca era già Lui ma senza la certezza che sarebbe stato proprio “Lui”) mi avrebbe raggiunta per due giorni assieme. E che anche la mia amica storica, compagna di università, sarebbe arrivata proprio quei giorni per lavoro.

Insomma, toccata e fuga di due giorni che si trasforma in una settimana di reunion con affetti vecchi e nuovi, in una città straordinaria.

Hong Kong Night Market
Hong Kong Night Market

Giusto il tempo per ritrovarmi di nuovo una notte da sola in una bettola poco raccomandabile che mai più, il cardiologo che torna al lavoro, il visto finalmente apposto al mio passaporto, il volo di ritorno che fa un mega ritardo…e sono rientrata a Shanghai.

Ma quanto è stato bello quella settimana fuori programma!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...