Alla continua ricerca di me stessa…mi troverò?!

Da quando sono rientrata in Italia, ormai più di due anni fa, mi sono ritrovata a dovermi reinventare. Vuoi la maternità, vuoi la crisi ( questa ci sta bene ovunque come scusante, no?!), è stato difficile inserirmi nel mondo del lavoro come avrei voluto. Cioè, come avrei dovuto, visti gli anni spesi a studiare e a “fare esperienze”. In realtà,  il tanto ambito posto fisso, a tempo pieno, non so se faccia per me, che sono per natura insofferente a qualsiasi tipo di vincolo, tanto più ora che ho un pargoletto da crescere e gestire. Tuttavia, lungi da me lo stare a casa, rinunciando alle mie ambizioni e ad un minimo di indipendenza economica (lo so che, quando si tratta di famiglia, non si fanno distinzioni su chi porta a casa la pagnotta e chi si occupa di figli e casa, ma ricoprire solo ed esclusivamente questo ultimo ruolo non mi si addice). Sono quindi alla continua ricerca della mia strada che, ahimè, alla soglia dei 30 anni non ho ancora trovato, o non ho ancora imboccato, o non ho ancora avuto il coraggio di scegliere, per la mia scarsa propensione a prendere decisioni ponderate (preferisco, come ho già detto, lasciare che tutto accada e accogliere repentini colpi di scena, come ho quasi sempre fatto!). Morale della favola, mi ritrovo a perdere un sacco di tempo in ricerche, letture, studi, approfondimenti di quelli che sono i campi che più mi interessano. Mi ritrovo quindi con un fidanzato che vive nel dubbio se assecondarmi o consigliarmi, incoraggiarmi o meno, sia mai possa io avere una brutta reazione. Giusto per fare un po’ di chiarezza nella mia testa (o un po’ di confusione in più, che tanto passerebbe inosservata), elenco qui, nero su bianco, i miei tanto decantati “campi di interesse”.

In primis, le lingue straniere. Sono sempre state la mia passione, fin da piccola quando mi esaltavo perché capivo mezza parola della canzone inglese che ascoltavano le sorelle fighe e più grandi della mia compagna di giochi…mi faceva sentire così grande e alla moda capire che si…dice proprio seven!!! Alla fine, tra studi e vita vissuta, sono riuscita a padroneggiarne tre di lingue straniere, ed è da questa via più concreta che sto ripartendo, tra traduzioni e corsi di lingue (corsi privati, in una scuola superiore, presso un’associazione culturale, a domicilio, take away….e chi più ne ha più ne metta!). Se vi va di dare un’occhiata, ho creato un sito in cui parlo delle mie attività. online-yoga Secondo, lo yoga. Mi aveva sempre affascinato questa disciplina, e solo a Shanghai sono riuscita a conoscerla e praticarla seriamente. Il mio insegnante era un ragazzo canadese che si è formato in India, e credo non avrei potuto fare incontro migliore per avvicinarmi alla pratica dello yoga. Ho provato a frequentare altri corsi quando cambiavano le mie esigenze di orario, ma alla fine tornavo sempre da lui, per la passione e l’entusiasmo che sapeva tirar fuori da chiunque durante le sue lezioni. E le cose che sono riuscita a fare, mai me le sarei aspettata. Se qualcuno passasse a Shanghai, lui è Rob, e la sua scuola si chiama Red Door Yoga. Durante la gravidanza, a Roma, ho praticato in maniera soft finchè ho potuto, e da quando è nato il piccolino da subito ho iniziato ad approfittare dei suoi riposini per ritagliarmi almeno dieci minuti, stanchezza permettendo. Un po’ più difficile risulta praticare in una scuola, essendo i corsi tendenzialmente la sera, momento in cui io sono impegnata tra pappe, bagnetto e nanna, tutt’altro che rilassata. Bene, in tutto ciò la via per la redenzione dal casalingaggio estremo, a volte credo possa essere iniziare a studiare per diventare insegnante di yoga. Sono profondamente convinta dei benefici fisici e mentali di questa disciplina, e diffondere questa pratica sarebbe meraviglioso…ma come fare? Ho cercato un po’ di corsi che possano dare tale abilitazione, ma non essendoci nulla di legalmente riconosciuto in Italia, mi perdo un po’ nel marasma generale, rischiando di confondere corsi seri e ciarlatani. Se qualcuno ha delle delucidazioni in merito, sono tutt’orecchi. Un bel link mi è stato fornito grazie ad una discussione sul blog di Cluadia Porta, che potete leggere qui.   nutrizione-enterale-chetogena-vs-dieta-equilibrata Last but not least, le scienze della nutrizione. Sono sempre state fissata per ciò che mi finisce nel piatto, e a maggior ragione durante due anni in Cina (dove occorre combattere per poter mangiare sano) e una gravidanza, mi sono informata su più fronti. E più scopro quanto c’è da sapere in merito, più mi viene voglia di iniziare a studiare in maniera davvero seria. Mi sono informata sulle università, ma i corsi per diventare nutrizionista sono per lo più di corsi di laurea specialistica (quindi io dovrei partire proprio da zero con una triennale in dietista o biologia), per lo più a frequenza obbligatoria. Sinceramente, lo vedo come un investimento in termini di tempo, fatica e denaro che non mi sento di affrontare. Ho cercato dei corsi on line, ma anche in questo caso è dura saper scegliere qualcosa che non sia una fregatura. Nel frattempo, continuo a leggere blog e libri vari, a sperimentare ricette per lo più vegetariane e diary-free, a scoprire nuovi ingredienti, semi, frutta secca, olio di cocco, miglio e quinoa…sempre “alle spese” del mio amato, che ogni sera non sa cosa si ritrova nel piatto! Scherzi a parte, sono veramente convinta che la consapevolezza riguardo ciò che mangiamo sia davvero importante, e da quando ho apportato certe modifiche nella mia alimentazione, mi sento davvero più energica e più in forma. Anche su questo tema, mi piacerebbe diffondere il verbo, visto che c’è tanto scetticismo all’interno della nostra società che si basa per lo più su una cultura alimentare consumista e dettata dal marketing dell’industria alimentare. Non credo che sarò mai una nutrizionista, ma qualche corso di educazione alimentare mi piacerebbe sia frequentarlo sia, a livello di base, organizzarlo by myself. Ecco, queste sono le mie idee. Mi chiedo spesso se siano banali, già sentite, scontate, e soprattutto se siano realizzabili. Ancora non so bene come organizzarmi, dove andare a parare, come fare ad organizzare tutto in maniera da crescere personalmente in questi cambi. Un posto tutto mio dove queste tre cose possano esistere assieme, sarebbe il sogno perfetto!


… Ve

3 comments

  1. Non sapevo fossi laureata in lingue. Anche io, che non sono altrettanto istruita, adoro le lingue. Il portoghese ormai è molto buono. Vorrei riprendere in mano l’inglese e perfezionarlo. Vorrei imparare lo spagnolo e prima o poi ce la farò. Mi piacerebbe fare tante di quelle cose…
    Per il resto, sai quanto tutto quello di cui parli mi colpisca. Anche io continuo a cercare la mia strada e comincio a chiedermi se ne troverò mai una giusta o se cercherò di cambiarla per tutta la vita!!
    Ti abbraccio

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  2. Eh già! Ho studiato lingue con il desiderio di poter lavorare viaggiando di continuo…per un po’ ci sono riuscita, poi sono diventata mamma e le priorità sono totalmente cambiate!!! Mi piace un sacco quando leggo i tuoi commenti in portoghese, pur essendo un mix tra italiano e spagnolo, deve essere una lingua molto diversa da entrambe, e mi incuriosisce molto! Io mi scervello tanto, ma alla fine credo che sia inutile incaponirsi per trovare la propria strada…quella giusta, si presenta davanti giorno dopo giorno seguendo ciò che ci fa stare bene! Un abbraccio forte anche a te cara!

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