Di confronti, di luoghi, di umori

I confronti non si fanno. Te lo insegnano fin da piccola. O almeno a me l’hanno insegnato, mia madre mi ha dato (ha cercato di darmi) un’educazione piuttosto rigida. Anyway, io li faccio sempre. Soprattutto con il passato. Che è sempre migliore del presente, anche quando, nel fu presente, mi faceva schifo (e anche mi fa schifo non si dice).

Tutto questo perché siamo stati su dai miei questo week end. E ogni volta che salgo e poi riscendo, scattano le domande nella mia testa, riguardo a dove voglia effettivamente vivere (teniamo presente che io vaglio sempre l’opzione “tutte le destinazioni”).
Vediamo i motivi per vivere al nord:
– la mia famiglia: anche se ho sempre cercato di essere indipendente e di prendere strade che mi portassero lontano dalle mie origini, da quando sono mamma e ho una famiglia tutta mia, sento più che mai il bisogno di stare ben salda alle mie radici…altrimenti mi manca l’equilibrio.
– le amiche, quelle poche e vere: ho sempre cercato di conoscere più gente possibile, più strana e diversa possibile, ma a quasi 30 anni ho finalmente capito che le amicizie vere sono quelle con cui puoi essere sempre te stessa, con cui non serve parlare troppo perché ti capisci con uno sguardo.
– la mentalità un po’ più aperta: ho sempre considerato il Veneto l’area più bigotta della Terra, ma invece ora percepisco sprazzi di apertura mentale che ogni volta sono una boccata d’ossigeno. Soprattuto in quanto donna. Roma sarà anche caput mundi, ma per certi versi e’ un po’ paese del Sud. Al nord, ad esempio, la parola “ex fidanzato” e’ contemplata nel dizionario maschile. Qui, sembra che ti devi dimenticare di avere un passato.
– L’ordine e la disciplina: ahah, li ho sempre odiati…ma quando ti rendi conto che fanno funzionare le cose, li rimpiangi.
– La possibilità di guidare senza tirar fuori le armi da guerra…ma li è colpa mia che mi sono lasciata intimorire dalla guida dei romani.
I motivi per cui invece si sta meglio a Roma sono:
– il clima: qui il cielo e’ effettivamente azzurro per almeno 300 giorni l’anno. E quando i miei indossano ancora il secondo maglione davanti la stufa a legna, io passeggio con i sandali godendomi il primo sole
– il cibo: tra pizze scrocchiarelle, pizze al taglio, forni, pasticcerie e gelati, e’ impossibile non tornare a casa col sorriso (che scompare quando sali sulla bilancia, ma per ora do ancora la colpa alla gravidanza se la panzetta non è andata via del tutto)
-la solarità della gente: a Roma puoi attaccare bottone con tutti, tutti ti parlano e ti dicono qualcosa (specie se giri con figlio di un anno che indica chiunque)…stai a vedere però cosa poi ne trai da tutta questa solarità superficiale…questo lo vedrò!
– il centro: la passeggiata in centro con e’ una vasca per mostrare l’ultimo capo firmato (che nel mio caso potrebbe benissimo essere by Lin Xiu, del negozio cinese sotto casa!), ma una passeggiata a “cazzi tuoi”, come ti pare e piace.
– le possibilità di lavoro: di sicuro sono un po’ più carine rispetto a quello che avrei trovato su (o almeno mi ci voglio convincere)
– il fervore culturale: cinema, teatri, mostre, eventi…che per ora con bimbo piccolo e fidanzato stacanovista che la sera crolla, non mi posso godere…ma spero verrà il giorno in cui…
Detto questo, sono punto e a capo…razionalizzare fa bene, ma alla fine e’ sempre la pancia che decide…e per ora intratteniamola con la pizza senza lasciarla pensare troppo!

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